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News-Ticker: la Svizzera e la Brexit

I negoziati tra il Regno Unito e l'UE sulle relazioni future sono giunti a conclusione. Il relativo accordo è entrato in vigore il 1° gennaio 2021. Tuttavia, la vicenda sulla Brexit continua - con implicazioni anche per la Svizzera. Vi informeremo pertanto regolarmente sugli ultimi sviluppi relativi alla Brexit.

Aggiornamento del 14 giugno: il Governo britannico vuole modificare unilateralmente il protocollo sull’Irlanda del nord

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha presentato il 13 giugno un disegno di legge che minerebbe le regole del Protocollo sull'Irlanda del Nord tra l'UE e il Regno Unito. In particolare, tutte le merci dirette dal Regno Unito all'Irlanda del Nord non saranno più controllate. In futuro saranno controllate solo le merci destinate all'Irlanda. Inoltre, la proposta di legge limita in maniera unilaterale le competenze della Corte di giustizia europea e gli accordi sugli aiuti di Stato e sull'IVA. Così facendo, il Regno Unito sta minando gli obblighi internazionali assunti in precedenza. Per l'UE questo passo è inaccettabile e sta valutando di avviare una procedura di infrazione. Il disaccordo tra il Regno Unito e l'UE rischia quindi di aggravarsi ancora una volta.


Aggiornamento del 14 ottobre: modifiche al Protocollo dell'Irlanda del Nord

La Commissione europea propone al Regno Unito aggiustamenti di ampia portata del controverso Protocollo sull'Irlanda del Nord. Le agevolazioni proposte dalla Commissione riguardano in particolare quattro ambiti: farmaci, generi alimentari, controlli alle frontiere e l'inclusione di gruppi d’interesse nordirlandesi nella futura implementazione del Protocollo. In Irlanda del Nord i controlli alle frontiere, i vincoli regolatori o i controlli di sicurezza saranno notevolmente ridotti per un gran numero di prodotti di uso quotidiano. Questo a condizione che il Regno Unito, da parte sua, possa garantire l'infrastruttura di controllo necessaria per impedire l'immissione non autorizzata di questi prodotti sul mercato interno dell'UE. Ora seguiranno colloqui bilaterali più approfonditi. Se un accordo non venisse raggiunto, il Governo britannico minaccia di attivare l'articolo 16 del Protocollo, che permetterebbe l’introduzione di misure di salvaguardia unilaterali in caso di gravi difficoltà economiche, sociali o ambientali di una delle parti. Un ulteriore peggioramento delle relazioni tra l'UE e il Regno Unito non può quindi essere escluso.


Aggiornamento del 14 settembre: nuovamente adattati i termini per l'introduzione dei controlli doganali con il Regno Unito

Dopo un primo adeguamento nella primavera 2021, il 14 settembre il Regno Unito ha nuovamente adattato la tabella di marcia per l'introduzione graduale dei controlli sulle importazioni provenienti dall’UE. Questo ritardo è stato accumulato oltre che a causa delle difficoltà per gli attori coinvolti relative alle circostanze create dal coronavirus, anche per via delle ulteriori sfide nella gestione delle catene di distribuzione. Le nuove scadenze riguardano anche gli esportatori svizzeri per quegli ambiti nei quali la Svizzera è pienamente integrata nel sistema europeo. Concretamente, sono interessati gli ambiti del controllo veterinario e della sicurezza doganale, per le cui merci si attendono nuovi controlli a partire dal 1° gennaio 2022, rispettivamente dal 1° luglio 2022. La dichiarazione e i controlli doganali verranno invece introdotti come previsto dal 1° gennaio 2022.


Aggiornamento del 1° settembre: accordo di riconoscimento reciproco CH-UK della qualifica di AEO

Ora che la ratifica è stata completata anche da parte britannica, l'accordo sul reciproco riconoscimento degli operatori economici autorizzati (Authorised Economic Operator, AEO) tra Svizzera e Regno Unito può entrare in vigore il 1° settembre 2021. Le aziende con lo status AEO sono considerate affidabili per quanto riguarda la sicurezza della catena di approvvigionamento internazionale, il che facilita il commercio bilaterale per loro. Concretamente, beneficeranno di privilegi nei controlli doganali legati alla sicurezza e di semplificazioni nello sdoganamento.


Aggiornamento del 31 agosto: nuove regole d’origine nel commercio CH-UK

Dal 1° settembre 2021 le nuove regole d’origine della Convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee (Convenzione PEM) saranno incorporate nell'accordo commerciale Svizzera-Regno Unito. I necessari processi di approvazione interna sono stati completati con successo e le nuove regole saranno applicabili dal 1° settembre. Le aziende potranno così beneficiare di regole di origine più moderne nel commercio tra la Svizzera e il Regno Unito. Inoltre, è garantito che un gran numero di possibilità di cumulo continuerà ad essere possibile per le aziende svizzere d'esportazione nel commercio CH-UK (specialmente per quanto riguarda le materie prime dell’UE). I regolamenti dettagliati sono riportati nell’attuale circolare dell'Amministrazione federale delle dogane AFD.


Aggiornamento dell’8 giugno 2021: il problema riguardante le regole d'origine bilaterali tra Svizzera e Regno Unito è stato risolto

La prima riunione del comitato misto sull'accordo commerciale Svizzera-Regno Unito ha avuto luogo martedì 8 giugno. Durante l’incontro sono stati discussi temi come l'ulteriore sviluppo dell'accordo ed è stata raggiunta un’intesa sull’ adattamento delle regole d’origine bilaterali. In sostanza, le regole rivedute della Convenzione regionale sulle regole di origine preferenziali paneuromediterranee (Convenzione PEM) saranno incorporate nell'accordo commerciale, con riserva del completamento dei processi di approvazione nazionali necessari. Questa regola potrà essere applicata a partire dal 1° settembre 2021. Come soluzione transitoria, il cumulo con materie prime provenienti dall'UE e dalla Turchia nel commercio bilaterale sarà di nuovo possibile dal 9 giugno, a condizione che si applichino le stesse regole d’origine. I regolamenti dettagliati sono annotati nella circolare aggiornata dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD). Inoltre, maggiori informazioni sono disponibili nella webnews „Regole d’origine bilaterali CH-Regno Unito: un problema importante è risolto“.


Aggiornamento del 4 giugno 2021: Nel contesto della Brexit, gli Stati del SEE e il Regno Unito firmano una soluzione alternativa

Ciò che per la Svizzera è già realtà dal 1 gennaio 2021 grazie alla  la strategia "mind the gap"  lo è ora anche per gli stati del SEE (Norvegia, Islanda, Liechtenstein): una soluzione contrattuale alternativa per le relazioni commerciali post-Brexit con il Regno Unito. L'accordo di libero scambio, firmato il 4 giugno 2021, è ora sottoposto ai rispettivi processi nazionali di ratifica ed entrata in vigore. Di interesse non sono solo le disposizioni in parte più ampie rispetto all'accordo commerciale CH-UK (ad esempio per quel che concerne il commercio digitale, la sostenibilità) ma anche le disposizioni riguardanti le regole d’origine. L'accordo SEE-UK contiene una soluzione che - a differenza dell’accordo CH-UK – permette negli scambi commerciali esenti da dazi tra gli Stati contraenti il cumulo con i materiali dell'UE. Questo è un punto importante che richiede la ricerca immediata di una soluzione bilaterale tra la Svizzera ed il Regno Unito.


Aggiornamento del 27 maggio 2021: segni di ripresa nel commercio di merci tra Svizzera e Regno Unito

Dopo il crollo massiccio degli scambi di merci tra Svizzera e Regno Unito nel primo trimestre del 2021, ci sono ora segni incoraggianti di una ripresa significativa nel mese di aprile 2021: in quasi tutti i settori principali di esportazione, le cifre sono di nuovo chiaramente al di sopra del livello dell'anno precedente. Le esportazioni verso il Regno Unito sono aumentate del 32,8% e le importazioni del 19,4%. Unica eccezione è il settore chimico/farmaceutico: se nel primo trimestre il commercio bilaterale è stato risparmiato dal crollo, ad aprile si osserva un significativo calo (esportazioni: -20,7%, importazioni: -11,4%). La ripresa generale degli scambi di merci con il Regno Unito è superiore alla media anche in confronto alle esportazioni e importazioni complessive della Svizzera da e verso l'Europa.


Aggiornamento del 28 aprile 2021: l’Accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito è stato finalmente ratificato 

Il 27 aprile 2021, con 660 voti favorevoli, 5 contrari e 32 astensioni, il Parlamento europeo ha chiaramente approvato l'accordo commerciale e di cooperazione tra l’UE e il Regno Unito. Ciò segna l'ultima tappa legale affinché l'accordo entri definitivamente in vigore il 1° maggio 2021 dopo quattro mesi di applicazione provvisoria. Nonostante il raggiungimento di questa importante pietra miliare, il rapporto tra l’UE ed il Regno Unito rimane carico di tensioni. Proseguirà, per esempio, la procedura di contravvenzione del protocollo dell'Irlanda del Nord avviata dall'UE contro il Regno Unito. Anche per l’economia svizzera, e non solo per le imprese dell'UE e del Regno Unito, la frammentazione della politica commerciale dell'Europa in seguito alla Brexit comporta un gran numero di nuove barriere commerciali quali dazi doganali, ingombranti controlli alle frontiere e requisiti amministrativi.


Aggiornamento del 22 aprile 2021: nel primo trimestre il commercio bilaterale con il Regno Unito cala bruscamente 

Dopo il forte calo di gennaio, il commercio bilaterale tra la Svizzera e il Regno Unito non si è ripreso nei tre mesi successivi: nel primo trimestre, le esportazioni svizzere verso il Regno Unito sono diminuite del 23,6% rispetto al trimestre precedente, mentre le importazioni svizzere dal Regno Unito sono diminuite del 15,3%. Se questa tendenza negativa dovesse continuare per altri trimestri, questo avrà un impatto duraturo sul commercio estero svizzero e britannico.

Nel contempo, lo scambio di merci con l'UE-27 è molto più incoraggiante: rispetto al trimestre precedente le importazioni verso la Svizzera sono aumentate dell'1,6% e le esportazioni verso l'UE addirittura del 6,1%.


Aggiornamento del 18 marzo 2021: nuove scadenze per l’introduzione dei controlli doganali alle frontiere del Regno Unito

Il Regno Unito ha adottato una nuova tabella di marcia per l'introduzione graduale dei controlli sulle importazioni dall'UE al Regno Unito. Il ritardo aggiuntivo di circa sei mesi è giustificato dal fatto che gli attori interessati stanno attualmente affrontando grandi sfide non solo a causa dei cambiamenti nel contesto della Brexit, ma anche a causa della gestione della pandemia di coronavirus. Le nuove scadenze si applicano in parte anche agli esportatori svizzeri, in particolare in quei settori in cui la Svizzera è pienamente integrata nei sistemi europei. Questo vale in particolare per i controlli di sicurezza veterinari e doganali. Le merci svizzere saranno soggette a controlli supplementari a partire dal 1° ottobre 2021, rispettivamente dal 1° gennaio 2022.


Aggiornamento del 16 marzo 2021: tensioni crescenti e nuove scadenze

Il 15 marzo l’Unione Europea ha ufficialmente avviato una procedura formale di infrazione nei confronti del Regno Unito. Questa in reazione a una decisione unilaterale del Governo britannico di estendere le disposizioni transitorie relative ai controlli alle frontiere sulla circolazione di merci dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord. In virtù del protocollo sull’Irlanda del Nord, queste disposizioni sarebbero dovute durare fino alla fine di marzo. 


Aggiornamento del 12 marzo 2021: forte calo del commercio bilaterale con l’UK

Nel gennaio 2021 le turbolenze e le grandi incertezze legate alla Brexit hanno avuto degli effetti negativi sul commercio di beni tra la Svizzera e il Regno Unito. Con un -46% delle importazioni e un -30% delle esportazioni dalla Svizzera verso il Regno Unito per rapporto a gennaio 2020, si può parlare di un vero e proprio crollo. Il massiccio calo si estende a tutti i settori - ed è maggiore del calo del commercio con l'Unione Europea (importazioni -11%, esportazioni -10%). Per quanto concerne le importazioni dal Regno Unito, è l'industria chimica e farmaceutica ad essere maggiormente colpita (-58,3% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso), mentre il settore dell’energia è particolarmente toccato per quanto riguarda le esportazioni (-82%). Gli attuali problemi degli esportatori svizzeri con i loro partner britannici in materia di regole d'origine non aiutano: la perdita di opportunità di accumulazione con materie prime UE nel commercio bilaterale sta producendo nuove barriere commerciali e costi per le aziende locali. La pressione affinché la Svizzera agisca è sempre più alta.

Le ultime cifre del Regno Unito per il gennaio 2021 mostrano un quadro altrettanto desolante. In gennaio, le esportazioni in generale sono diminuite del 19% e del 40% verso l'UE. Le importazioni totali di beni da paesi non UE verso il Regno Unito sono diminuite di quasi il 13%, mentre le esportazioni verso questi paesi sono aumentate leggermente (+1,7%). Questo segna il più massiccio calo del commercio totale del paese nel giro di pochi mesi da quando la registrazione è iniziata nel gennaio 1997. In particolare, le importazioni di beni come macchinari, veicoli e prodotti chimici dall'UE sono diminuite bruscamente in gennaio. Tuttavia, è importante notare che il commercio con il Regno Unito non è stato come in passato negli ultimi mesi. La fine del periodo di transizione per l'uscita dall'UE e il rinnovato lockdown nazionale all'inizio di gennaio sono potenziali fattori che possono aver contribuito al declino del commercio di beni a gennaio. Infatti, in novembre e dicembre 2020 le importazioni e le esportazioni di beni erano in aumento. È quindi importante monitorare da vicino questo sviluppo nei prossimi mesi. Tuttavia, se la tendenza attuale dovesse manifestarsi, ciò avrebbe un impatto importante sulle economie di vari paesi europei.


Aggiornamento del 10 marzo 2021: nuove tensioni nelle relazioni UE-UK

L'accordo sugli scambi e la cooperazione tra l’UE e il Regno Unito è entrato in vigore provvisoriamente il 1° gennaio 2021. Delle tensioni sono però già sorte da entrambe le parti. Il Regno Unito ha deciso di sospendere unilateralmente per altri sei mesi (diversamente da quanto concordato per la fine di marzo) alcuni controlli doganali sull’importazione di merci dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord. Questa decisione avrebbe lo scopo di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento dell'Irlanda del Nord. L'UE sta attualmente valutando se avviare una procedura di infrazione contro il Regno Unito. Il Parlamento europeo, da parte sua, ha rinviato a data da definire il dibattito plenario necessario per ratificare l'accordo. Tuttavia, se l'accordo non viene approvato in tempo - o la sua applicazione provvisoria non viene ulteriormente estesa - entro il 30 aprile, rischia di perdere la sua validità.


Aggiornamento del 4 gennaio 2021: l’accordo sulla Brexit è entrato in vigore

Dopo il chiaro SÌ della Camera dei Comuni britannica (521 voti contro 73), il 30 dicembre 2020 la Camera dei Lord ha approvato a sua volta l'accordo sul futuro partenariato con l'Unione europea. Visto che l'approvazione da parte del Parlamento europeo, anch'essa richiesta, non è stata possibile raggiungerla entro la fine del 2020, gli Stati membri dell'UE hanno concordato un'applicazione provvisoria dell'accordo fino al 28 febbraio 2021. Ciò significa che l'accordo sulla Brexit è entrato in vigore il 1° gennaio 2021 - subito dopo la fine del periodo di transizione dell'accordo di uscita.


Aggiornamento del 22 dicembre 2020: UE e Gran Bretagna continuano le trattative fino all’ultimo minuto

Diverse fonti riferiscono di un riavvicinamento nei negoziati tra l'UE e il Regno Unito. Ciò riguarda in particolare la legge in materia di concorrenza e di aiuti di Stato. Allo stesso tempo, tuttavia, non è ancora in vista un accordo sulla questione, altrettanto controversa, del futuro accesso dell'UE alle zone di pesca britanniche. Tuttavia, entrambe le parti sembrano disposte a rimanere al tavolo delle trattative fino all'ultimo minuto: Il Primo ministro britannico Johnson ha attualmente in programma di convocare il Parlamento in una sessione straordinaria il 30 dicembre per una votazione su un possibile accordo. E l'UE sta esaminando la possibilità di un'applicazione provvisoria di un eventuale accordo - prima della ratifica parlamentare.


Aggiornamento del 21 dicembre 2020: un'altra scadenza mancata per la Brexit

Non c'è ancora un accordo in vista nelle trattative sulla Brexit. Anche se l'UE e il Regno Unito raggiungessero un accordo nei prossimi giorni, una tempestiva ratifica da parte del Parlamento europeo entro la fine dell'anno sarebbe difficilmente possibile (vedere dichiarazione di David Allister, Presidente della Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo). Infatti, affinché il Parlamento europeo avesse avuto il tempo sufficiente per approvare un eventuale accordo prima della scadenza del periodo di transizione alla fine dell'anno, l’accordo avrebbe dovuto essere presentato entro il 20 dicembre 2020.


Aggiornamento del 14 dicembre 2020: le trattative sulla Brexit vengono nuovamente prolungate

Nonostante le intense trattative dall'ultimo incontro personale fra Boris Johnson e Ursula von der Leyen, fino a domenica 13 dicembre non è stato possibile raggiungere un’intesa di accordo. In considerazione del persistere di importanti divergenze, entrambe le parti hanno quindi deciso di proseguire le trattative - questa volta senza una nuova scadenza.


Aggiornamento del 10 dicembre 2020: insuccesso dell’incontro tra Boris Johnson e Ursula von der Leyen

Mercoledì sera, il primo ministro del Regno Unito e la Presidente della Commissione europea si sono incontrati a Bruxelles per tentare di sbloccare la situazione. Allo stadio attuale, i negoziati sulla loro futura relazione commerciale rischiano fortemente di fallire. Questo incontro alla vigilia del vertice del Consiglio europeo non ha permesso nessun tipo di avvicinamento nei punti controversi (pesca, aiuti statali e diritto della concorrenza, regolamento delle controversie). I negoziati proseguiranno fino al 13 dicembre. Parallelamente, la Commissione europea ha rafforzato i suoi preparativi in previsione di un eventuale «no-deal». Una cosa è certa: il periodo di transizione termina il 31 dicembre. Al momento non è ancora possibile capire cosa succederà dopo.